Banca di Forlì -
Stampa

Il medioevo 

Dopo le origini, Forlì ritorna protagonista solo nel XIII secolo, segnalandosi come città ghibellina. Nel 1241 intervenne in appoggio dell'imperatore Federico II nella presa di Faenza e ricevettero in cambio la facoltà di adornare i gonfaloni con l'aquila sveva.

Dopo circa venti anni (finito il periodo svevo), Guido da Montefeltro fu chiamato ad assumere la carica di Capitano del Popolo. Il Conte riuscì a sconfiggere sconfiggere più volte i suoi nemici guelfi, in varie note battaglie, fra cui quella di Forlì, in cui l'esercito francese (inviato da Papa Martino IV) fu violentemente respinto.

Da questa sfolgorante vittoria nacque anche la citazione della nostra città nella Divina Commedia (Inferno, XXVII, 43, 44). In seguito, però, il Senato forlivese dovette cedere alle minacce del Pontefice, provocando il volontario esilio di Guido da Montefeltro.

In seguito a diversi eventi, Forlì riuscì a cacciare il legato pontificio e fu governata all'inizio del Trecento dagli Ordelaffi. Fra questi Scarpetta III che nel 1303 offrì ospitalità a Dante e Francesco ("il Grande") che sfidò il cardinale Egidio Albornoz uscendo sconfitto nel 1359. Il cardinale, nell'anno successivo fece iniziare i lavori della Rocca di Ravaldino, in seguito (nel XV secolo) ampliata da mastro Zorzo Fiorentino.

Nel frattempo si registrarono a Forlì varie epidemie di peste che provocarono un forte calo demografico, ed una recessione economica preoccupante. Il periodo fino al Quattrocento vide poi un continuo susseguirsi di governi ora degli Ordelaffi ora pontifici, senza fatti storici eclatanti.

 

© Blank Plazart - Free Joomla! 3.0 Template 2017

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu sia d'accordo con questo. Cookie Policy.

Accetto la comunicazione