Banca di Forlì -
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Gli anni Settanta e la Cassa Rurale ed Artigiana di Forlì

La nuova Cassa rurale potè concludere in attivo i primi esercizi, malgrado la congiuntura economica non fosse fra le più favorevoli. La scelta di fondo dei primi anni dopo la fusione fu rivolta ad alleviare il disagio dei piccoli operatori economici (artigiani, coltivatori, cooperative, piccoli imprenditori).

Tramite una politica prudente, si privilegiò il piccolo e medio depositante, ancorandosi saldamente al territorio provinciale. Dalla fine degli anni Settanta in avanti l’istituto conobbe uno sviluppo superiore a quello medio dell’intero settore bancario nazionale. Per quanto riguarda la raccolta, essa fu mantenuta il più possibile frazionata, dando la priorità ai piccoli clienti. Gli impieghi furono erogati privilegiando le capacità imprenditoriali ed organizzative rispetto ai dati patrimoniali e mantenendo alto il livello di reinvestimento.

Ne sono testimonianza la progressiva concessione di finanziamenti agevolati nel settore del commercio, come testimonia il grosso contributo erogato nel 1978 per la costituzione del "Centergros" di San Giorgio. Il trend positivo proseguì anche nei due decenni successivi, che portarono alla costituzione della Banca di Forlì Credito Cooperativo.

 

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