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La fondazione delle Casse di Malmissole e San Varano

La Cassa Rurale dei prestiti in San Varano, nata poco dopo l’inizio del movimento cooperativo romagnolo, fu costituita il 24 maggio 1900. I suoi soci fondatori furono originariamente nove, come per la Cassa di Malmissole, fra cui don Michele Alessandrini, parroco di San Varano.

Nello statuto si affermava che la società non aveva alcun fine politico e si prescriveva l’accesso alla compagine sociale solo a persone capaci di offrire garanzie di onestà e moralità individuali, osservanti dei principi cattolici e domiciliati nella parrocchia di San Varano. La Direzione della società veniva assegnata a tre organi: l’assemblea generale dei soci, il consiglio di direzione (composto da un Presidente e cinque consiglieri) e la commissione di sindacato. Tutte le cariche erano gratuite. Il primo presidente fu Giovanni Alessandrini, mentre il segretario fu don Michele Alessandrini. Gli inizi della nuova Cassa furono positivi, anche se fiorirono problemi (alcuni amministrativi).

La Cassa Rurale interparrocchiale dei prestiti di Malmissole, una delle prime espressioni del movimento cooperativo romagnolo, fu costituita il 14 maggio dell’anno 1905. I soci fondatori furono originariamente nove, fra cui don Vincenzo Valbonesi, parroco di Malmissole. Essa si organizzò da subito come realtà interparrocchiale, pur essendo strettamente legata ai locali alla parrocchia originaria. La nuova società cooperativa in nome collettivo si caratterizzava infatti per lo scopo, ovvero "il miglioramento morale ed economico dei suoi soci, eccitandoli a vita morigerata e pacifica" e per un agire territoriale "esteso e circoscritto alle Ville e Parrocchie di Malmissole, Poggio, Barisano, San Giorgio, Durazzanino, Roncadello, San Tomè, Villafranca, San Martino e Branzolino".

Tra i requisiti richiesti per l’ammissione a soci, oltre a quelli "classici", comuni anche alla Cassa di San Varano, vi era "l’essere pubblicamente praticanti la religione cattolica e non favoreggianti e tanto meno iscritti a partiti politici".

Gli organi della neonata società erano: il Consiglio di Amministrazione (all’interno del quale vi erano un presidente, un Segretario ed un Cassiere), la Commissione di Sindacato (composta da cinque Sindaci effettivi e da due supplenti) e l’Assemblea Generale dei Soci. Positivi gli sviluppi nei primi anni della Cassa di Malmissole.

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