Banca di Forlì -
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La Banca di Forlì opera da sempre nel rispetto dei principi di trasparenza, chiarezza e correttezza nei rapporti con la clientela. Il personale è quotidianamente impegnato per fornire un servizio di qualità ponendo la massima attenzione al pieno soddisfacimento delle esigenze del Cliente.

Tuttavia, nonostante il nostro impegno, si potrebbero verificare casi di insoddisfazione nei confronti dei servizi forniti dalla Banca o casi di errori materiali che possono comportare per i clienti danni economici o di altro tipo.

Per qualunque problema La invitiamo innanzitutto a contattare le nostre filiali che sono a Sua completa disposizione per fornirLe chiarimenti e per concordare una soluzione soddisfacente.

Nel caso in cui si ritenga insoddisfatto, potrà inoltrare un reclamo all’Ufficio Reclami della Banca di Forlì compilando l‘apposito modulo (scarica il modulo) indicando, oltre ai suoi dati anagrafici, ogni dettaglio in merito all’evento che ha originato il reclamo, ed eventualmente allegando copia della documentazione che reputerà più utile. Il modulo e gli allegati potranno essere consegnati presso qualsiasi filiale oppure inviati:

- via fax al numero 0543 – 450817
- a mezzo posta elettronica all’indirizzo:
- a mezzo posta elettronica certificata all'indirizzo:
- tramite lettera raccomandata con ricevuta di ritorno all’indirizzo:

Banca di Forlì Credito Cooperativo S.C.
Ufficio Reclami
Corso della Repubblica 2/4
47121 Forlì

Sarà nostra cura esaminare al più presto e con la massima attenzione le segnalazioni pervenuteci e fornire tempestivamente la nostra risposta (e comunque non oltre 30 giorni dal ricevimento della richiesta).

Nel caso ritenga insoddisfacente anche la risposta al reclamo e/o la relativa soluzione prospettata dalla Banca, potrà ricorrere, per una Sua migliore tutela, ad un organismo di conciliazione o arbitrato. Di seguito l’elenco degli organismi di conciliazione o arbitrato attivati dal sistema bancario italiano.

L'accesso all'Ufficio Reclami è gratuito per il cliente, fatte salve le spese vive sostenute dalla Banca per eventuali ricerche di documentazione negli archivi aziendali.

 


L’ARBITRO BANCARIO FINANZIARIO (ABF)

L’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) è un sistema di risoluzione delle controversie tra i clienti e le banche e gli altri intermediari finanziari. È detto “stragiudiziale” perché offre un’alternativa più semplice, rapida ed economica rispetto al ricorso al giudice. L’ABF è un sistema nuovo da non confondere con la conciliazione o con l’arbitrato.

L’Arbitro è un organismo indipendente e imparziale che decide in pochi mesi chi ha ragione e chi ha torto. Le decisioni non sono vincolanti come quelle del giudice ma se la Banca non le rispetta il suo inadempimento è reso pubblico.

Il Cliente può rivolgersi all’Arbitro solo dopo aver tentato di risolvere il problema direttamente con la banca o l’intermediario, presentando ad essi un reclamo. Se non rimane soddisfatto delle decisioni dell’Arbitro, può comunque rivolgersi al giudice.

Per presentare il ricorso si dovrà versare un contributo spese di 20 euro, che viene rimborsato dall’intermediario se il ricorso è accolto.

I Clienti residenti in Emilia Romagna possono ricorrere all’ABF inviando tramite posta, fax ovvero posta elettronica certificata (PEC), il modulo contenuto nella  debitamente compilato a:

ARBITRO BANCARIO FINANZIARIO
Segreteria tecnica del Collegio di Milano
Via Cordusio, 5 - 20123 Milano

Il ricorso può essere altresì inviato o presentato presso qualunque Filiale della Banca d’Italia.

Per maggiori dettagli:

 


L’ARBITRO PER LE CONTROVERSIE FINANZIARIE (ACF)

La Banca ha aderito all’Arbitro per le Controversie Finanziarie (di seguito “Arbitro”) in ottemperanza a quanto previsto dall’ art. 2 comma 5-bis del D.lgs. n. 179/2007.

La data di avvio di operatività dell’Arbitro è stata fissata al 9.1.2017.

L’Arbitro è un sistema di risoluzione extragiudiziale delle controversie, istituito da CONSOB con delibera n. 19602 del 4 maggio 2016, al quale possono essere sottoposte le controversie relative alla violazione degli obblighi di informazione, diligenza, correttezza e trasparenza cui sono tenuti gli intermediari nei loro rapporti con gli investitori nell’esercizio delle attività disciplinate nella parte II del TUF (ossia nella prestazione dei servizi di investimento e di gestione collettiva del risparmio; potranno essere presentate anche controversie che riguardano i gestori dei portali di equity crowdfunding), incluse le controversie transfrontaliere e le controversie oggetto del Regolamento UE n. 524/2013 (controversie concernenti contratti di vendita o di servizi on-line stipulati tra un professionista ed un consumatore residenti nell’Unione Europea).

Non rientrano nell’ambito di competenza dell’Arbitro le controversie che implicano la richiesta di somme di denaro per un importo superiore a euro 500.000,00.

L'accesso all'Arbitro è del tutto gratuito per l'investitore e sono previsti termini ridotti per giungere a una decisione.

Il ricorso può essere proposto esclusivamente dall’investitore al dettaglio quando sui medesimi fatti oggetto dello stesso:
- non siano pendenti altre procedure di risoluzione extragiudiziale delle controversie;
- sia stato preventivamente presentato un reclamo alla Banca e lo stesso non sia stato accolto, in tutto o in parte, dalla Banca oppure siano decorsi più di 60 giorni dalla sua presentazione senza che la Banca abbia comunicato all’investitore le proprie determinazioni;
- non sia decorso più di un anno dalla presentazione del reclamo ovvero, se il reclamo è stato presentato anteriormente alla data di avvio dell’operatività dell’Arbitro (9.1.2017), entro un anno da tale data.

Le modalità di predisposizione ed invio del ricorso da parte dell’investitore sono disponibili sul sito web dell’Arbitro (www.acf.consob.it). Per i primi due anni dall’avvio dell’operatività dell’Arbitro (fino al 9.1.2019), la Consob ha stabilito che gli investitori che non si avvalgono del supporto di un’associazione dei consumatori ovvero di un procuratore, possono presentare il ricorso all’Arbitro e la relativa documentazione in forma cartacea, fermo restando che le fasi successive all’inoltro del ricorso si svolgeranno secondo le modalità informatiche rese note sul sito web dell’Arbitro.

Si precisa che il diritto riconosciuto all'investitore di ricorrere all'Arbitro è irrinunciabile ed è sempre esercitabile anche nell’ipotesi che siano presenti nei contratti clausole che consentano di devolvere la controversia ad altri organismi di risoluzione extragiudiziale.

Per maggiori dettagli si rinvia al sito www.acf.consob.it.

 


LA CONCILIAZIONE

È un modo per risolvere una controversia affidando ad un terzo indipendente (il conciliatore) il compito di agevolare il raggiungimento di un accordo tra le parti. Il conciliatore è un esperto ma non è un giudice, ossia non è chiamato a dare ragione o torto ad una parte o all’altra. Nella conciliazione disciplinata dalla legge (ossia che viene svolta attraverso gli “organismi di conciliazione”) l’accordo può essere omologato dal Tribunale e diventare titolo esecutivo. In altri termini, in caso di mancato rispetto dell'accordo raggiunto, si può chiedere che sia data immediata esecuzione a quanto risulta dal verbale di conciliazione. La riforma del processo societario del 2003 ha stabilito che gli “organismi di conciliazione” costituiti da privati o da enti pubblici (come le Camere di Commercio) possano risolvere le controversie in materia societaria, bancaria e finanziaria.

Il Cliente può ricorrere all’ “ORGANISMO DI CONCILIAZIONE BANCARIA”, Organismo di conciliazione istituito dal “Conciliatore BancarioFinanziario” inviando apposita richiesta (scarica il modulo) a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento al seguente indirizzo:

Conciliatore BancarioFinanziario
Via delle Botteghe Oscure, 54
00186 Roma

Per maggiori dettagli, leggi il Regolamento di procedura per la conciliazione (ai sensi dell’art. 7 del d.m. 23 luglio 2004, n. 222) o visita il sitowww.conciliatorebancario.it.

 


L'ARBITRATO

L’arbitrato è una procedura diretta a chiudere una controversia con l’intervento di un esperto, l’arbitro, cui viene affidato il compito di giudicare. L’arbitro non è un giudice ordinario, ma le parti stabiliscono di sottoporgli la questione riconoscendogli il potere di decidere chi ha torto e chi ha ragione in una controversia.

Per maggiori dettagli, leggi il Regolamento del procedimento di arbitrato presso la camera arbitrale del conciliatore bancariofinanziario o visita il sito www.conciliatorebancario.it

Qualora il Cliente intenda rivolgersi all’autorità giudiziaria, è comunque obbligatorio, prima di agire in giudizio (pena l’improcedibilità della domanda) esperire il "tentativo di mediazione", cioè chiamare la controparte di fronte ad uno degli organismi di mediazione iscritti nell'apposito Albo e tentare così di raggiungere un accordo spontaneo.
Ad esempio, possono essere utilizzati per svolgere tale "tentativo di mediazione" obbligatorio, i sopra citati ABF, Conciliatore BancarioFinanziario e Camera di Conciliazione e Arbitrato presso la Consob (così come ogni altro organismo riconosciuto dal Ministero della Giustizia).

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