Banca di Forlì -
Stampa

 

poggioli fausto 06 11 15

Fausto Poggioli è un manager con esperienze nazionali ma orgogliosamente romagnolo. Ha cinquantadue anni, è sposato, è padre di due ragazzine e ribadisce la propria vocazione localistica. “Sono in questi uffici già da un paio di anni e ho apprezzato la vicinanza della banca a persone e imprese. D’altronde sono cresciuto a Sarsina, in una famiglia che aveva come riferimento creditizio la locale Cassa Rurale, collocata tra Chiesa e Municipio”.

Poggioli è stato responsabile del mercato delle imprese sia per Cassa di Risparmio di Bologna che per Cassa dei Risparmi di Forlì e della Romagna. Conosce a fondo l’economia territoriale: “la crisi ha lasciato “ferite” non solo nelle imprese ma anche in quelle banche, come la nostra, che hanno scelto di sostenere comunque imprenditori e famiglie. Ma cominciano a ravvisarsi segni confortanti tra gli indicatori economici. Potremo così continuare a promuovere lo sviluppo del nostro territorio e quelle espressioni sociali e culturali che la Banca di Forlì ha costantemente sostenuto”.

Eppure, annotiamo, le cronache bancarie di questi giorni sono tutt’altro che tranquillizzanti. “Si tratta di situazioni di Istituti le cui prassi nulla hanno a che fare con le nostre. Situazioni in relazioni alle quali stiamo sostenendo uno sforzo eccezionale. Pensate che nel solo 2015 la nostra banca ha versato circa un milione e quattrocento mila euro al Fondo di Risoluzione Europeo, somma che ha contribuito al salvataggio delle quattro banche di cui tanto si parla in questi giorni. E un altro milione di Euro lo verseremo nel Fondo di solidarietà del Credito Cooperativo, destinato quasi per intero alla risoluzione dei problemi creatisi all’interno di Banca Romagna Cooperativa”.

Rileviamo che si tratta di cifre davvero importanti “ Il nostro bilancio ne risentirà, ovviamente. Ma si tratta di disposizioni normative e di un atteggiamento, quello nostro e di altre banche, che testimonia il senso di responsabilità che ci anima nei confronti dei soci e dei clienti. Del resto, va detto, all’interno del sistema di Credito Cooperativo nessun depositante ha mai perso un Euro. Gli unici sacrifici sono stati sopportati, anche nel caso di Banca Romagna Cooperativa, dagli azionisti che si sono visti azzerare le quote sociali. E’ un tema questo che non crea particolari problemi alla maggior parte delle Banche di Credito Cooperativo i cui soci hanno sottoscritto quote di capitale per importi molto limitati. I nostri soci, ad esempio, detengono quote di partecipazione molto basse pari massimo a 650 euro. Aggiungo che a brevissimo il Governo varerà il riordino del nostro sistema, prevedendo un ulteriore intreccio di solidarietà e garanzie tra le Bcc. Soci, clienti, depositanti, dipendenti potranno continuare a sentirsi totalmente tranquilli. E assieme a loro le realtà economiche e sociali circostanti.”

Il nuovo Direttore ha valutato le potenzialità della Banca: ”il nostro Istituto produce ricchezza. Nell’ultimo anno abbiamo erogato oltre cento milioni di finanziamenti al territorio; negli sportelli si sono aperti circa duemila conti correnti, sono oltre trecento i nuovi soci. Il patrimonio di risorse umane di cui disponiamo non è stato ridimensionato: si sono aperte nuove collaborazioni e implementate professionalità esistenti”.

Poggioli non nutre dubbi sulla qualità della organizzazione: “disponiamo di professionalità adeguate, disponibili al cambiamento ed alla crescita. Possiamo contare su un clima aziendale sereno, favorito anche dalla stima di cui godono il Presidente e gli Amministratori fuori e dentro la Banca. La gente frequenta i nostri uffici con fiducia e trova quella disponibilità che ci contraddistingue. Nell’ultimo anno siamo stati, inoltre, attori di una profonda riorganizzazione interna che l’evoluzione economica ci suggeriva. E abbiamo vissuto nei mesi scorsi con serenità la periodica e già conclusasi ispezione da parte della Banca d’Italia, della quale abbiamo colto gli utili suggerimenti”.

Gli chiediamo una sintesi, infine, sulla situazione economica e patrimoniale della Banca: “in attesa dei dati definitivi sull’anno di gestione 2015, abbiamo comunque la certezza di disporre di indici patrimoniali tranquillizzanti, ben superiori a quelli previsti dalla normativa di Basilea e a quelli che ci ha assegnato la Banca d’Italia. Chi interagisce con Banca di Forlì può stare tranquillo, questo Istituto è e rimarrà un riferimento certo per le comunità locali. E’ con questi convincimenti che vorrei fare, anche a nome del Consiglio di Amministrazione e di tutti coloro che lavorano con noi, i miglior auguri ai forlivesi e alle loro famiglie per le prossime festività.”

 

© Blank Plazart - Free Joomla! 3.0 Template 2017

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu sia d'accordo con questo. Cookie Policy.

Accetto la comunicazione